Mercoledi, 6 luglio 2022
Regione Toscana

Conti correnti, i rischi di chi ha troppi risparmi “fermi” in banca

In Italia ci sono oltre 1.745 miliardi di euro accantonati sui conti correnti, mentre – prima della pandemia, a febbraio 2020 – le stime riferiscono che sui conti erano depositati circa 200 miliardi in meno rispetto al 2021.

Ma gli istituti di credito – ricorda SOStariffe.it –  stanno attivando una serie di misure per scoraggiare i correntisti con un’elevata liquidità “ferma” sul conto. Questione su cui era intervenuta anche Federconsumatori, affermando che “tali decisioni unilaterali ledono i diritti dei cittadini“.

«La tendenza a lasciare i propri risparmi sul conto – aveva spiegato l’associazione – è sicuramente determinata o comunque fortemente influenzata dagli avvenimenti degli ultimi anni: tra spinte verso investimenti in diamanti, operazioni baciate e chi più ne ha più ne metta. È evidente come tutto ciò abbia compromesso la fiducia verso gli istituti bancari e la loro attività di consulenza: le note vicende che hanno investito il settore bancario e finanziario hanno mostrato tutte le carenze, asimmetrie, nonché spesso vere scorrettezze nell’informativa ai clienti in tema di investimenti».

Conti correnti, le iniziative anti-accumulo delle banche

Alcune tra le principali banche italiane stanno, dunque, avviando una serie di misure deterrenti verso la tendenza all’accumulo, che potrebbero interessare i cittadini che conservano in banca i risparmi di tutta una vita di lavoro, sottraendo una grande fetta di liquidità alla circolazione. SOStariffe.it ricorda quali sono le  modifiche unilaterali al contratto adottate dalle banche. C’è, ad esempio, chi ha scelto di sollecitare i propri clienti verso la chiusura dei conti correnti con giacenza media superiore a 100mila euro.

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