Lunedi, 2 agosto 2021
Regione Toscana

Economia di seconda mano, nel 2020 giro d'affari di 23 miliardi di euro

La Second Hand Economy nel 2020 vale 23 miliardi di euro, pari all’1,4% del PIL italiano e l’online, che continua a crescere, pesa per il 46%, ovvero 10,8 miliardi di euro.

Il 54% degli italiani ha comprato e/o venduto oggetti usati, 23 milioni solo nel 2020, di cui il 14% per la prima volta lo scorso anno.

Queste alcune delle evidenze emerse dall’Osservatorio Second Hand Economy 2020 condotto da BVA Doxa per Subito nel marzo 2021 su un campione rappresentativo della popolazione italiana attraverso 1.001 interviste telefoniche e 1.002 interviste online. La second hand è oggi una forma di economia circolare che non è solo un modo per dare valore alle cose, ma entra anche per la prima volta a pieno titolo nel podio dei comportamenti sostenibili più diffusi e che porta valore al Paese, alle persone e al Pianeta.

La Second Hand Economy continua a rappresentare una leva strategica per incidere positivamente su presente e futuro di persone, società e Pianeta, tanto che nel 2020 ha generato un valore di 23 miliardi di euro, pari all’1,4% del PIL italiano, guidato principalmente dall’online, che pesa 10,8 miliardi euro, ovvero il 46% del totale e in costante aumento.

Questa forma di economia circolare sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nel nostro mercato, anche in conseguenza dell’emergenza Covid-19 e della nuova normalità che essa ha creato. Solo nel 2020 sono stati infatti 23 milioni gli italiani che si sono affidati alla second hand, il 14% per la prima volta, e che hanno portato la compravendita dell’usato a salire al terzo posto tra i comportamenti sostenibili più diffusi e praticati. Se si guarda poi alla percentuale di adozione del comportamento, la diffusione della second hand sale per alcune categorie specifiche, come laureati (66%), GenZ (65%) e famiglie con bambini piccoli (63%).

LA SECOND HAND SI FA SEMPRE PIÙ ONLINE – Il 2020 è stato un anno in cui gli italiani hanno dovuto ripensare la propria vita su un piano più virtuale, un’esigenza che ha avuto delle conseguenze anche sulla compravendita dell’usato. Da un lato si è assistito a un maggiore utilizzo della second hand, con oltre 3 milioni di italiani che si sono avvicinati per la prima volta a questa forma di economia circolare, dall’altro continua a crescere il valore generato dall’online, pari a 10,8 miliardi di euro, ovvero il 46% del totale. Tra chi nel 2020 ha acquistato o venduto oggetti usati, il 63% ha scelto di farlo online, canale privilegiato soprattutto per la sua velocità (47%), ma anche per la possibilità di comprare o vendere comodamente da casa (44%).

COSA COMPRANO E VENDONO GLI ITALIANI ONLINE? – Principalmente Casa & Persona (67%), Sports & Hobby (61%), Elettronica (55%) e Veicoli (33%) e, tra le categorie più comprate online: Libri e riviste (30%), Arredamento e Casalinghi (29%) e Informatica (27%). Per quanto riguarda la vendita online, gli italiani vendono principalmente oggetti di Casa & Persona (63%), Elettronica (47%), Sports & Hobby (46%) e Veicoli (22%). Tra le categorie di prodotti più messi in vendita online si trovano: Arredamento e casalinghi (29%), Abbigliamento e accessori (28%), e Telefonia (21%).

TRA LE MOTIVAZIONI, LA SOSTENIBILITÀ – Comprare o vendere prodotti usati si conferma tra icomportamenti sostenibili più diffusi degli italiani (54%), aggiudicandosi il terzo posto che fino all’anno scorso era occupato dall’acquisto di prodotti a km 0 (50%). Restano invece saldi nelle prime due posizioni la raccolta differenziata (91%) e l’acquisto di lampadine a LED (62%).

Cresce la frequenza, con il 70% degli italiani che compra o vende più di 2 volte l’anno, e cresce anche il numero di oggetti scambiati: per il 33% di chi compra, principalmente per risparmiare in un momento di incertezza o perché ha avuto più tempo a disposizione, e per il 36% di chi vende, perché ha avuto più tempo, per guadagnare qualcosa in un momento di incertezza ma anche perché ha cambiato le proprie abitudini a causa della pandemia. Infine, cresce la vita media degli oggetti: per il 62% il bene acquistato verrà collezionato, oppure cessato il suo utilizzo verrà donato o rivenduto, allontanando così la sua dismissione in discarica e i conseguenti costi ambientali di smaltimento.

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