Sabato, 16 ottobre 2021
Regione Toscana

Carburanti, continua la corsa al rialzo dei prezzi

Secondo i dati settimanali del Ministero dello Sviluppo Economico salgono i prezzi dei carburanti, che si attestano, in modalità self service, a 1,592 euro al litro per la benzina e a 1,451 euro per il gasolio.

Oggi su ogni singolo litro di benzina acquistato in Italia, 1,016 euro se ne va in tasse a causa del peso di Iva e accise sui carburanti. Lo denuncia Assoutenti, che chiede al Governo Draghi di intervenire sulla tassazione che vige sui carburanti in Italia.

“Dall’inizio dell’anno un pieno da 50 litri è aumentato di 7 euro e 58 cent per la benzina e di 6 euro e 68 cent per il gasolio, con un rincaro, rispettivamente, del 10,5% e del 10,1%. Su base annua è pari a una stangata ad autovettura pari a 182 euro all’anno per la benzina e 160 euro per il gasolio”, afferma l’Unione Nazionale Consumatori.

In un anno, dalla rilevazione del 18 maggio 2020, quando la benzina era pari a 1.357 euro al litro e il gasolio a 1.247 euro al litro, un pieno da 50 litri è aumentato di 11 euro e 82 cent per la benzina e di 10 euro e 26 cent per il gasolio, con un rincaro, rispettivamente, dell’11,82% e del 10,26%. Su base annua è pari a una stangata ad autovettura pari a 284 euro all’anno per la benzina e a 246 euro per il gasolio“, conclude la nota dell'associazione.

Analogo il parere del Codacons. “Un vero e proprio allarme prezzi – spiega l’associazione – che si ripercuote sulle tasche delle famiglie non solo per i rifornimenti di carburante, ma anche attraverso i listini al dettaglio di una moltitudine di prodotti”.

“Rispetto al 2020, oggi una famiglia media paga 273 euro in più all’anno per i rifornimenti di carburante, a causa della corsa senza freni dei listini di benzina e gasolio alla pompa – denuncia l'associazione – A tali effetti diretti vanno aggiunti quelli indiretti, ossia le ripercussioni del caro-benzina sui prezzi dei prodotti trasportati, sull’industria e sui beni energetici, con una vera e propria stangata che rischia di abbattersi sulle tasche delle famiglie italiane”.

Secondo i calcoli dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, il prezzo della benzina, calcolando le quotazioni del petrolio ed il cambio, dovrebbe attestarsi ben al di sotto di quello attuale, almeno di 10 centesimi. Un sovrapprezzo di questa portata, in un anno, porterebbe ad un aggravio di circa 120 Euro ad automobilista.

Ma quello che, da anni, non smette di sconcertarci, è il sistema di tassazione che pesa sui carburanti. Su 1,58 Euro al litro di benzina, oltre 72 centesimi sono di accisa, 28 di IVA. IVA che viene applicata anche sull’accisa: tassando ulteriormente, cioè, quella che già di per sé è una tassa. Al netto delle tasse un litro di benzina costerebbe 0,573 Euro al litro.

Non va meglio per il gasolio, che al netto della tassazione costerebbe 0,568 Euro al litro, ma con il carico di accisa (0,617) e IVA (0,26), arriva a costare 1,447 Euro al litro.