Mercoledi, 1 dicembre 2021
Regione Toscana

Cassazione: il controllo del prodotto non sottrae il venditore dalla responsabilità per danni

Da un punto di vista strettamente tecnico-normativo la Corte di Cassazione ha indicato che nell’acquisto di beni mobili si applica in primis la disciplina del Codice del consumo e in via sussidiaria quella civilistica sui “contratti in generale”, in altri termini trova sempre maggior tutela la parte debole, ovvero il consumatore. Ma facciamo un passo indietro e partiamo dall’accadimento dei fatti.

Il caso: il televisore nuovo e il danno dopo una settimana

Un signore aveva acquistato un televisore per l’importo di € 1.590,00. Nell’operazione di consegna l’acquirente sottoscriveva anche il documento di accettazione attestante l’assenza di qualsiasi difetto del prodotto. A circa una settimana dall’utilizzo compariva sullo schermo una striscia orizzontale nella parte centrale dello schermo, che ne offuscava la vista. Da qui, dopo aver denunciato il fatto alla società venditrice, si vedeva negato il rimborso della somma spesa per l’acquisto del televisore e, per questo, decideva di adire le vie legali.

In prima battuta il giudice di pace condannava il venditore alla restituzione del prezzo pagato dal consumatore per l’acquisto del televisore. La società venditrice decideva di impugnare la sentenza di primo grado e di proporre appello.

In quest’ultima sede la decisione del giudice di primo grado veniva ribaltata, quindi la società venditrice non veniva ritenuta responsabile del danno emerso al televisore in data successiva alla consegna. Questa nuova decisione è stata presa basandosi sul presupposto che l’acquirente non avesse in alcun modo fornito prova circa il fatto che la rottura dello schermo fosse avvenuta per esclusiva responsabilità della società venditrice.

La pronuncia della Cassazione

Si è passati quindi al terzo ed ultimo grado, e qui, in definitiva, la Corte di cassazione con la sentenza n. 26158/2021 ha dato ragione al consumatore che aveva acquistato il televisore che dopo una settimana si era rivelato difettoso e che, dopo aver denunciato il fatto alla società venditrice si era visto respingere qualsiasi assistenza e presa in carico del problema in quanto nel momento il cui il televisore veniva acquistato veniva altresì visionato da entrambe le parti senza che venisse riscontrato alcun problema. Infatti, come detto in precedenza, veniva anche sottoscritto il documento di consegna che dichiarava l’assenza di danni.

I giudici del terzo grado, infatti, hanno ritenuto errato il ragionamento fatto dai giudici di appello che hanno inteso di escludere qualsiasi dovere del venditore in ragione del fatto che il cliente non aveva in alcun modo rappresentato quale fosse il nesso tra la responsabilità del venditore e il danno emerso dopo una settimana dall’utilizzo del televisore.

Nella prosecuzione del ragionamento ha sentenziato la Cassazione che “trattandosi di vizio tecnico il cliente non può essere obbligato a richiedere un’assistenza tecnica al fine di denunciare al venditore l’esatto difetto e la sua riferibilità alla responsabilità del venditore”. Infatti, quest’ultimo data l’attività che svolge ha sicuramente i mezzi e più facilitazioni per fornire una pronta assistenza tecnica e la verifica dell’origine del problema.

I diritti del consumatore

Da un’analisi logico giuridica si evence la pronuncia è improntata sulla disposizione dell’art. 130 del codice del consumo che, nella visione generica dei diritti del consumatore, prevede una responsabilità del venditore in caso di difetto di conformità del bene e che, come prosegue poi l’art. 132 dello stesso codice “Il consumatore decade dai diritti previsti dall’articolo 130, comma 2, se non denuncia al venditore il difetto di conformità entro il termine di due mesi dalla data in cui ha scoperto il difetto. La denuncia non è necessaria se il venditore ha riconosciuto l’esistenza del difetto o lo ha occultato”.

Infine viene sottolineato dai giudici della Corte Suprema che in caso di vizio tecnico il cliente non può essere privato dei rimedi, posti a tutela dei consumatori, della riparazione o della sostituzione solo perché aveva controllato il bene al momento dell’acquisto.

Un buon risultato per la categoria dei consumatori che spesso si trovano nella difficoltà oggettiva di poter dimostrare che il danno emerso al bene acquistato (come nel caso oggetto della sentenza) non è ascrivibile a una propria responsabilità ma ad una diretta responsabilità del venditore.