Lunedi, 8 agosto 2022
Regione Toscana

Dazn, stop alla possibilità di visualizzare lo stesso contenuto su due dispositivi diversi

Gli abbonati a Dazn devono prepararsi a dire addio alla “doppia utenza contemporanea”? Secondo un’anticipazione del Sole 24 Ore, la piattaforma sta per mettere fine alla possibilità di accedere al servizio da due device contemporaneamente tramite lo stesso abbonamento.

Contattata dal giornale – si legge – Dazn avrebbe risposto con un “no comment”. Tuttavia – spiega il Sole 24 Ore – “sarebbero in partenza le comunicazioni agli abbonati, che devono essere informati per avere la possibilità di esercitare il recesso, entro 30 giorni”.

Ma quali sono le motivazioni? Secondo quanto spiegato dal giornale, alla base di tale operazione ci sarebbe la lotta alla pirateria. La scelta di Dazn sarebbe mirata a colpire l’utilizzo fraudolento degli accessi a Dazn e a bloccare, quindi, un fenomeno che riduce il valore dei diritti.

Si tratta di una modifica unilaterale del contratto che, qualora venga confermata, avrà pesantissime conseguenze per gli abbonati: se da una parte è vero che la normativa vigente consente all’azienda di apportare variazioni al contratto consentendo però ai clienti la possibilità di recedere gratuitamente entro 30 giorni, occorre tenere presente che nel caso specifico la piattaforma si è aggiudicata i diritti sulla trasmissione delle partite di calcio di serie A. Ciò significa, quindi, che l’utente potrà sì avvalersi del diritto di recesso, senza tuttavia avere alcuna alternativa, proprio perché l’unica possibilità di visualizzare gli incontri è costituita dal live streaming su Dazn.

La notizia aggiunge una ulteriore criticità alle già numerose problematiche che gli abbonati hanno riscontrato in questi mesi: com’è noto, fin dalla prima giornata di campionato si sono verificati blackout, interruzioni di video e altri disservizi che spesso hanno impedito a numerosi utenti di fruire del servizio. Ricordiamo inoltre che la società al momento adotta una Carta dei Servizi non discussa con le Associazioni dei Consumatori né formalmente approvata dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.