Domenica, 23 gennaio 2022
Regione Toscana

Prezzi: l’inflazione sale al 3% su base annua, con ricadute di +894 Euro a famiglia

 Nel mese di ottobre la stima dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività effettuata da Istat  registra un aumento dello 0,7% su base mensile e del 3% su base annua (da +2,5% del mese precedente); la stima preliminare era +2,9%.

L’ulteriore accelerazione, su base tendenziale, dell’inflazione è in larga parte dovuta, anche nel mese di ottobre, ai prezzi dei beni energetici (da +20,2% di settembre a +24,9%) sia a quelli della componente regolamentata (da +34,3% a +42,3%) sia ai prezzi di quella non regolamentata (da +13,3% a +15,0%). Accelerano rispetto al mese di settembre, ma in misura minore, anche i prezzi dei servizi relativi ai trasporti (da +2,0% a +2,4%).

L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, sale da +1,0% a +1,1%, mentre quella al netto dei soli beni energetici rimane stabile a +1,1%.

Su base annua accelerano i prezzi dei beni (da +3,6% a +4,2%), mentre la crescita di quelli dei servizi è stabile (+1,3%); il differenziale inflazionistico tra questi ultimi e i prezzi dei beni rimane negativo (-2,9 punti percentuali), ampliandosi rispetto a quello registrato a settembre (-2,3).

L’inflazione acquisita per il 2021 è pari a +1,8% per l’indice generale e a +0,8% per la componente di fondo. Accelerano i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +0,9% a +1,0%) e quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +2,6% a +3,1%).

L’inflazione per divisione di spesa, su base tendenziale (ottobre 2021 su ottobre 2020) rivela più 1,1% per prodotti alimentari e bevande analcoliche; più 11,4% per abitazione, acqua, elettricità e combustibili; più 8,7% per i trasporti; più 1% per servizi sanitari e spese per la salute. Sono in calo solo i prezzi di istruzione e comunicazioni.

«L’inflazione a ottobre accelera per il quarto mese consecutivo, dopo la conferma a luglio del tasso di crescita dei prezzi al consumo di giugno e i primi cinque mesi di marcata ripresa, portandosi così da una variazione negativa registrata a dicembre 2020 a una crescita di un’ampiezza che non si registrava da settembre 2012 (quando fu pari a +3,2%) – commenta l’Istat – I Beni energetici continuano a essere protagonisti, contribuendo per più di due punti percentuali all’inflazione e spiegando buona parte dell’accelerazione rispetto a settembre».

L’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha calcolato che le ricadute che ogni famiglia subirà alla luce dei rincari delle bollette di energia elettrica e gas ammontano ad oltre 312 Euro. Complessivamente, alla luce del tasso di inflazione registrato, gli aumenti in termini annui sulla spesa delle famiglie ammontano a ben + 894 Euro.

Con queste percentuali l’inflazione raggiunge i livelli più alti dal 2012 e cade come un macigno sulla già fragile economia del nostro Paese. Secondo Federconsumatori, aumenti di questa portata si ripercuotono sulle condizioni di vita delle famiglie con conseguenze drammatiche, soprattutto perché i cittadini si trovano già da tempo ad affrontare una generale e diffusa situazione di difficoltà e precarietà non solo da punto di vista economico ma anche sotto il profilo sanitario e sociale. Inoltre il significativo aumento dei costi dell’energia non potrà che avere ulteriori conseguenze negative sul fronte della povertà energetica, fenomeno in forte crescita nel Paese.

L’associazione invita le Commissioni Parlamentari competenti e l’Antitrust ad avviare attenti monitoraggi e controlli sull’andamento dei prezzi, in primis quelli dell’energia e dei beni alimentari, per scongiurare fenomeni speculativi e operazione di cartello, e ritiene urgente che il Governo intervenga mettendo all’ordine del giorno una ormai improrogabile riforma del sistema di tassazione su bollette (a partire da una attenta revisione dei famigerati oneri di sistema) e sui carburanti (con una revisione delle accise e l’adizione di un sistema di accisa mobile).

Secondo una stima dell’Unione Nazionale Consumatori, l’inflazione al 3% per una coppia con due figli comporta un aumento del costo della vita di 1087 euro annui, dei quali 424 euro solo per casa, acqua ed elettricità e 470 per i trasporti. Per una coppia con un figlio la maggiore spesa annua è di 1007 euro, dei quali 425 euro per l’abitazione e 410 per i trasporti.

Secondo Assoutenti, solo per la voce trasporti, che ad ottobre cresce del +8,7% sul 2020, una famiglia con due figli spende oggi +470 euro su base annua.

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