Venerdi, 27 maggio 2022
Regione Toscana

Costi delle Università italiane, Federconsumatori: nel Nord gli atenei più cari

Anche nel 2021 l’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha realizzato un’indagine sui costi delle università italiane, presentata a fine anno, che ha rilevato un aumento del +6,82%.

Costi delle Università, a Pavia l’ateneo più caro

Come di consueto, il report è stato realizzato suddividendo l’Italia in tre macroaeree geografiche e anche quest’anno, sempre relativamente alla tassazione massima, gli atenei settentrionali si confermano i più cari: i costi superano del +27,4% quelli delle Università del Sud e del +18,2% quelli degli atenei del Centro.

Si conferma, inoltre, il primato di ateneo più caro dell’Università di Pavia, che prevede imposte massime medie di 3.902,00 euro annui (3.663,00 euro per le facoltà umanistiche e 4.141,00 euro per i corsi di laurea dell’area scientifica). Seguono nell’ordine l’Università di Milano (3.206,00 euro per le facoltà umanistiche e 4.060,00 euro per quelle scientifiche) e La Sapienza di Roma (2.977,00 euro e 3.080,00 euro rispettivamente per le facoltà umanistiche e scientifiche).

L’applicazione della no tax area e la decisione di molti atenei di prevedere ulteriori agevolazioni sono considerati da Federconsumatori elementi positivi, soprattutto in un momento come quello attuale, in cui il protrarsi dell’emergenza sanitaria sta provocando gravi ripercussioni non solo sulla salute di molti cittadini, ma anche sotto il profilo emotivo, sociale ed economico.

Costi delle Università, le proposte di Federconsumatori

L’associazione chiede, dunque, un intervento del Governo e del Ministero dell’Università “affinché garantiscano l’accesso agli studi ed ai servizi collegati a tutti gli studenti, anche quelli con minori possibilità economiche. Per fare ciò occorre riformare il sistema di assegnazione delle borse di studio, prevedendo anche approfonditi controlli su eventuali fenomeni evasivi che danno vita a distorsioni ed abusi”.

Dal confronto territoriale, inoltre, emerge chiaramente come le Università del Sud Italia, per rendere più attrattiva la propria offerta, spesso applichino rette meno care. – prosegue l’associazione. – Una strategia adottata per arginare la “fuga” verso gli atenei del Centro-Nord, che grazie al numero elevato di iscrizioni hanno accesso ai fondi necessari per garantire servizi e un’offerta formativa migliori”.

Per Federconsumatori è fondamentale, dunque, “riequilibrare questa situazione di forte disparità, che vedrà sempre più penalizzate le Università del Sud e i loro studenti, attraverso interventi di carattere strutturale".