Mercoledi, 6 luglio 2022
Regione Toscana

Dolci di Carnevale, uova e farina in aumento del 25% rispetto a un anno fa

Si avvicina il Carnevale con brutte notizie sul fronte dei prezzi. Dalle elaborazioni di BMTI sui dati delle Camere di commercio e della Commissione Unica Nazionale delle Uova, emerge come per le materie prime maggiormente acquistate in questo periodo per la preparazione di dolci carnevaleschi, uova e farina in particolare, si registri un aumento dei prezzi del 25% rispetto allo scorso anno.

Il listino formulato dalla CUN Uova, infatti, mostra per la seconda settimana consecutiva un rialzo sia per le uova allevate in gabbie arricchite in natura (1,51 €/Kg, +0,05 rispetto alla scorsa settimana), che per le uova allevate a terra in natura (1,62 €/Kg, +0,04 rispetto alla scorsa settimana). Oltre ad un aumento della richiesta, però, il forte rialzo delle uova è dovuto anche alla poca disponibilità di prodotto nazionale, causata dai recenti episodi di influenza aviaria.

Mercato calmo nelle prime settimane dell’anno per la farina, nonostante l’incremento del 25% su base annua. Una stabilità, quella della farina, che riflette l’assenza attuale di tensioni nel mercato italiano del grano tenero, che, al momento, non sembra subire le incertezze legate alla crisi russo-ucraina.

I prezzi all’ingrosso dei grani teneri di base, utilizzati nella panificazione, sono leggermente in calo, mentre quelli dei grani teneri di forza, utilizzati nella pasticceria, sono piuttosto stabili, sebbene entrambi rimangano in forte aumento sul 2021, pari ad un +30% per i panificabili e a un +45% per i grani di forza.

Carnevale in Toscana: i dolci della tradizione (InToscana.it)

I prezzi continuano a correre e l’inflazione fa un balzo in avanti del 4,8% in un anno, un valore che non si vedeva dal lontano 1996. L’Istat ha reso noti i dati definitivi dell’inflazione di gennaio, che aumenta dell’1,6% su base mensile e del 4,8% su base annua (rispetto al +3,9% del mese precedente).

Accelerano sia i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (che passano da +2,4% di dicembre a +3,2% di gennaio) sia quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (che salgono da +4,0% a +4,3%).

La forte crescita dell’inflazione nel confronto annuale dipende soprattutto dai prezzi dei Beni energetici (la cui crescita passa da +29,1% di dicembre a +38,6%), in particolare da quelli della componente regolamentata (da +41,9% a +94,6%), e in misura minore ai prezzi dei Beni energetici non regolamentati (da +22,0% a +22,9%).

Da considerare anche i rialzi dei Beni alimentari non lavorati (da +3,6% a +5,3%) e quelli dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +2,3% a +3,6%). Rallentano invece i prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +3,6% a +1,5%). L’aumento dei prezzi dei beni energetici, soprattutto di quelli regolamentati, spiega anche gran parte dell’aumento dell’inflazione su base mensile.

Riguardo ai prodotti alimentari l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato una tabella relativa ai rincari del mese di gennaio. In testa alla top 20 dei prodotti alimentari troviamo gli Oli diversi da quello di oliva, che costano il 19,9% in più rispetto a un anno fa. Al secondo posto i Vegetali freschi diversi da patate con +13,5%. Sul gradino più basso del podio il burro, che vola del 10,8%.

Al quarto pasto la pasta, con un rialzo del 10%. Seguono i Frutti di mare freschi o refrigerati con un incremento dell’8,4%, in sesta posizione la Farina con +6,7%, poi la Frutta fresca o refrigerata (+5,5%), il Pesce fresco o refrigerato (+5,1%), la Margarina (+4,9%) e in decima i Succhi di frutta (+4,8%).

I vegetali non si salvano nemmeno se sono surgelati e si collocano in undicesima posizione con +4,3%. La carne più rincarata è quella ovina e caprina (+4,2%), che batte la Carne macinata, wurstel, salsicce (al 16° posto con +3,6%), il Coniglio e la carne equina (+3,4%) e il Pollame (18° con +3,2%). Salgono anche l’olio di oliva, al 14° posto con +3,9%, il latte conservato (+3,7%), il pane e lo zucchero (entrambi a +3,6%). Chiudono la top 20 patate (+3,2%), acque minerali (+3%) e riso (+2,9%).