Mercoledi, 6 luglio 2022
Regione Toscana

Asili nido privati, per il tempo pieno si arriva a spendere 620 euro al mese

Gli asili nido comunali sono (da sempre) pochi e quelli privati hanno rette salate, che arrivano a pesare oltre un quinto del reddito di una famiglia. Altroconsumo diffonde i risultati di un’inchiesta fatta in 350 nidi privati di otto città italiane.

Gli asili nido: pochi quelli pubblici, rette salate per i privati

Da sempre chi si occupa di infanzia denuncia che in Italia ci sono pochi asili nido. Il paese è molto carente nei servizi per la prima infanzia e i posti disponibili nei nidi, ricorda Altroconsumo, sono ancora al di sotto dell’obiettivo fissato dal Consiglio europeo di Barcellona nel 2002, ovvero un posto per almeno il 33% dei bambini entro il 2010.

Ma quanto costa la retta in un asilo nido privato? Si può arrivare a 620 euro al mese se serve il servizio giornaliero, quello a tempo pieno. Milano è la città che risulta più cara dall’indagine di Altroconsumo, con una retta superiore del 22% alla media delle altre città per una frequenza a tempo pieno.

«I dati emersi a livello nazionale – spiega Altroconsumo – definiscono una situazione ancora lontana dal raggiungimento di un obiettivo volto a conciliare vita familiare e lavorativa per i genitori: l’evidente mancanza di posti nei nidi comunali e il costo elevato delle rette nei privati fanno sì che, specialmente le mamme, si trovino costrette a interrompere il proprio percorso professionale». L’associazione chiede che venga garantito entro il 2027 l’obiettivo di avere 33 posti negli asili nido ogni 100 bambini residenti tra i 3 e i 36 mesi, con costi delle rette più sostenibili.

Asili nido, i costi in otto città

Altroconsumo ha fatto un’indagine che ha coinvolto 350 nidi privati di 8 città italiane (Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino). I nidi considerati sono i privati accreditati o autorizzati dal Comune. L’inchiesta è stata fatta in modo anonimo: i rilevatori hanno indossato i panni di un genitore che sta per trasferirsi in una nuova città, ha bisogno di un nido per un bambino di 18 mesi e chiede la tariffa mensile sia per il full time sia per l’orario minimo disponibile.

L’importo medio per l’asilo nido privato, a tempo pieno, supera i 600 euro al mese. Il dato che emerge complessivamente denota un elevato costo medio delle rette; l’importo, infatti, si aggira intorno ai 620 euro mensili (inclusi pasti, pannolini e spese di iscrizione) per il numero massimo di ore frequentabili in media, cioè 10. Nel caso in cui il bambino frequentasse il nido “part-time”, cioè in media 5 ore, la retta mensile è in media di 480 euro che, rapportati al numero inferiore di ore, corrispondono a 4,84 euro l’ora contro i meno cari 3,13 di chi resta al nido per il tempo massimo.

Divario territoriale Nord-Sud

C’è un divario territoriale, per cui a Nord gli asili nido sono più cari. Milano in particolare, fra le città controllate, è la più costosa. Per la frequenza più alta il costo del nido privato è di 3,84 euro l’ora, ovvero il 22% in più rispetto alla media delle altre città incluse nell’inchiesta.

Bologna segue a ruota (21% in più). Gli asili nido meno cari sono a Sud, a Palermo (2,09 euro all’ora per una frequenza di 10 ore e 2,75 euro all’ora per 5 ore) e a Napoli (rispettivamente 2,28 e 3,20 euro all’ora).

La retta dell’asilo nido privato pesa insomma sul bilancio familiare per oltre 1/5 del reddito medio annuo di un nucleo familiare (quasi il 22%), considerando però il reddito netto medio annuo di una famiglia (Istat) pari a 31.641 euro e 11 mesi di frequenza.

E in estate, cosa fa la famiglia che lavora? Oltre nove nidi su dieci sono aperti a luglio ma solo 3 su 7 lo sono ad agosto.

Dall’inchiesta, dice Altroconsumo, emerge che «luglio è coperto dalla quasi totalità delle strutture (94%). Ad agosto invece sono ben 7 nidi su 10 quelli che chiudono. Tra le città esaminate risulta che Firenze ha il maggior numero di nidi chiusi sia in luglio (20%), sia in agosto (95%). Bologna invece è la città con più strutture aperte sempre o per qualche settimana durante il mese di agosto (50% dei nidi per tutto il mese o in parte), seguita da Milano e Napoli (45% delle strutture aperte)».