Mercoledi, 6 luglio 2022
Regione Toscana

Inflazione ad aprile al 6%, carrello della spesa ancora su

L’Istat ha pubblicato i dati definitivi dell’indice dei prezzi al consumo per il mese di aprile. Rispetto alla stima preliminare (+ 6,2%)  l’indice fa registrare una diminuzione dello 0,1% su base mensile e un aumento del 6,0% su base annua (da +6,5% del mese precedente).

Il rallentamento dell’inflazione su base tendenziale si deve prevalentemente ai prezzi degli energetici (la cui crescita passa da +50,9% di marzo a +39,5%) ed è imputabile sia alla componente regolamentata (da +94,6% a +64,3%) sia a quella non regolamentata (da +36,4% a +29,8%). Decelerano anche i prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,3% a +2,4%). Accelerano invece i prezzi dei servizi relativi ai trasporti (da +1,0% a +5,1%), quelli dei beni alimentari lavorati (da +3,9% a +5,0%), quelli dei beni durevoli (da +1,6% a +2,2%) e dei beni non durevoli (da +1,3% a +1,9%).

Pertanto, l’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera da +1,9% a +2,4% e quella al netto dei soli beni energetici da +2,5% a +2,9%.

Su base annua rallentano i prezzi dei beni (da +9,8% a +8,7%), mentre accelerano quelli dei servizi (da +1,8% a +2,1%); si riduce quindi il differenziale inflazionistico negativo tra questi ultimi e i prezzi dei beni (da -8,0 punti percentuali di marzo a -6,6).

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona accelerano (da +5,0% a +5,7%), mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto rallentano (da +6,5% a +5,8%).

Il lieve calo congiunturale dell’indice generale è dovuto ai prezzi degli energetici regolamentanti (-12,5%) e, in misura minore, di quelli non regolamentati (-3,9%), la cui diminuzione è in parte compensata dalla crescita dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+2,8%), degli alimentari lavorati (+1,6%), degli alimentari non lavorati (+0,8%) e dei beni non durevoli (+0,6%).

Codacons: stangata di quasi 2400 euro l’anno

La frenata di aprile è un’illusione dovuta alla riduzione dell’energia, dice il Codacons. «I prezzi al dettaglio registrano la cresciuta più sostenuta dal 1990, e la corsa al rialzo dei listini è la più forte degli ultimi 32 anni – sostiene l’associazione – Una inflazione al 6% si traduce in una stangata pari a +2.394 euro annui per un nucleo con due figli, e +1.843 euro per la famiglia “tipo”, e il rallentamento registrato ad aprile è solo una illusione ottica: il ribasso rispetto al dato di marzo è dovuto infatti unicamente alla riduzione delle bollette di luce e gas disposta da Arera, ma tutti gli altri beni e servizi, dagli alimentari ai trasporti, continuano a registrare fortissimi incrementi su base annua».

UNC: per coppia con 3 figli stangata da 2370 euro

I dati, spiega l’Unione Nazionale Consumatori, «dimostrano che il bonus di 200 euro deciso dal Governo per affrontare il caro vita è del tutto inadeguato, è una goccia nel mare, visto che l’inflazione al 6% significa un aumento del costo della vita, per una famiglia media, pari a 1701 euro su base annua, ossia 8 volte e mezzo di più».

«Se consideriamo una coppia con 2 figli, dove entrambi i genitori lavorano e hanno un reddito inferiore a 35 mila euro di reddito e, quindi, avranno un contributo complessivo di 400 euro, l’inflazione determina una stangata da 2118 euro su base annua, oltre 5 volte il bonus. Di questi 2118 euro, 496 servono per il solo carrello della spesa, 918 se ne vanno per Abitazione, acqua ed elettricità, 524 euro per i Trasporti, 479 per prodotti alimentari e bevande», afferma l’associazione.

Per una coppia con 1 figlio, la batosta è pari a 1987 euro, 921 per l’abitazione, 457 per i trasporti, 431 euro per cibo e bevande. Sulle famiglie numerose si abbatte poi una stangata da 2370 euro, 525 solo per il cibo.

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